Annesso al Palazzo Valperga di Masino detto anche Palazzo Spurgazzi Caluso (TO)
Il primo impianto di un giardino per l’abbellimento del palazzo fu realizzato nella prima metà del Seicento per volontà dei conti Scaglia di Verruca in un’area ottenuta dalla chiusura di in tratto di una strada, pubblica e dall’abbattimento di una casa che era davanti alla Chiesa parrocchiale.
L’iconografia reperita ce lo mostra come un “hortus conclusus”, strutturato secondo le forme del cosiddetto giardino all’italiana.
Esso fu notevolmente ampliato sul finire del secolo successivo dopo che nella proprietà erano subentrati i conti Valperga di Masino.
Per ottenere lo spazio necessario, individuato sul lato di Levante del primitivo giardino e su quello di Mezzogiorno fino alle mura di cinta del paese, si provvide alla demolizione di numerose case, alla chiusura di alcune strade ed alla conseguente apertura di altre nonché alla copertura dell’antico fossato con l’eliminazione della porta detta “di Vignale”, determinando così una trasformazione dell’assetto urbano di Caluso.
La realizzazione del progetto di questo grandioso giardino fu affidata all’architetto Filippo Castelli. Questi lo concepì secondo gli schemi del giardino all’italiana, impreziosendolo mediante l’inserimento di fontane con giochi d’acqua, alimentati dal Canale di Caluso tramite un elevatore idraulico, dal momento che esso scorre a valle del giardino.
Il complesso, dopo la vendita all’ing. Spurgazzi fu trasformato in parco all’inglese, ricco di pregiate essenze arboree, fra si notano una sequoia, alcune magnolie, i cosiddetti alberi dei tulipani, camelie, tigli, platani … tanto da renderlo tuttora di notevole interesse botanico.
Acquistato nel 1951 dal Comune di Caluso, è aperto al pubblico dal 1954.
Scavi archeologici al Parco Spurgazzi di Caluso
Nel gennaio 2024, durante i lavori di restauro e messa in sicurezza delle mura storiche del Parco Spurgazzi a Caluso, è stata condotta un’assistenza archeologica per documentare eventuali resti del passato nascosti sotto la superficie.
Le operazioni di scavo, realizzate con mezzi leggeri e limitate a circa 20–25 cm di profondità, hanno permesso di individuare importanti tracce dell’antico assetto urbano della zona. Sono emersi i resti murari di un edificio demolito nel secolo scorso, riconducibile alla fine del Settecento, periodo in cui l’architetto Filippo Castelli progettò i “Giardini di Caluso”.
All’interno di quest’area sono state rinvenute una pavimentazione in laterizio e un ampio selciato in ciottoli di fiume, appartenenti al cortile dell’edificio.
Particolarmente interessante è stata la scoperta di un antico tracciato viario medievale, oggi scomparso, che attraversava il nucleo storico di Caluso da est a ovest. Questo percorso, noto nelle carte del 1756 come “Strada vicinale”, costituiva un collegamento importante prima delle trasformazioni settecentesche legate alla creazione del parco del Palazzo Valperga.
Successivamente, un documento d’archivio del 1954 ha confermato che l’edificio rinvenuto era noto come “Casa del Pio”, abitazione delle sorelle Mattirolo, poi ceduta al Comune e demolita negli anni Sessanta, lasciando l’attuale spazio aperto.
Nonostante la rimozione dell’acciottolato per motivi tecnici, l’intervento ha permesso di ricostruire la storia edilizia e urbanistica di questa parte del paese, dimostrando la continuità tra le fonti storiche e i dati archeologici.
La ricerca ha così restituito alla memoria collettiva un tassello della Caluso medievale e settecentesca, contribuendo alla conoscenza e valorizzazione del suo patrimonio storico.
Album fotografico delle mura storiche del Parco Spurgazzi restaurati